Siamo tutti pupi.

 

Pupi semu, don Turiddu... Semu pupi.

'U spirito divinu trasi in nui jè si fa pupu.

 

Pupu iu, pupu vui, pupi tutti.

E n'avissi 'bbastari!

Essiri criati pupi accusì ppi vuluntà divina.

'Nveci, 'nunsignuri!

 

Ognunu appoi si fa pupu ppi conto so',

lu pupu ca jè o ca si cridi d'essiri...

e allura accumincia la sciarra.

 

Pirchì ogni pupu, signuri mei,

voli purtatu 'u so' rispettu,

nun ppi chiddu ca jè, ma ppi chiddu ca si cridi d'essiri,

ppi la parti ca divi 'rrapprisintari.

 

A quattr'occhi, 'un è cuntentu nuddu di la so' parti:

ognunu mittennusi davanti a lu so' pupu,

cci tirassi macari 'na sputazzata 'nta facci.

 

Ma di l'autri no, di l'autri 'u voli rispittatu.

(da  "il  berretto  a  sonagli"

di Luigi Pirandello).

 

 

LA COMPAGNIA 

DELL'OPERA  DEI  PUPI

TURI GRASSO

 

La compagnia dell'Opera dei Pupi, fondata dal maestro Turi Grasso di Acireale, opera già da oltre quarant'anni.

 

Fondata da Turi, agli inizi della sua attività artistica di puparo,  (1963) si  componeva di abili manovratori di pupi, appartenenti alla "vecchia" scuola del teatro di Acireale. Alcuni di essi ormai deceduti, sono stati i pilastri della scuola di Acireale, che si era espressa nel Teatro dell'Opra dei pupi del Macrì, da cui anche Turi aveva appreso l'arte, e la passione per i pupi.

 

Volendone ricordarne qualcuno, vengono alla mente gli amici come Vincenzo Bombaci, Alfio Leonardi, Salvatore Lo Giudice.

 

Con il passare degli anni (1970/1990) la Compagnia si ampliò e si ringiovanì  notevolmente, grazie intanto all'apporto, dei figli di Turi, Tano e Pippo e di manovratori come Angelo Bella, Pippo Fraschini, Orazio Belfiore,  Franco Bombaci, Giovanni Lo Giudice, Mario Ariosto che hanno collaborato in diverso modo e tempo, con Turi e la sua compagnia.

 

Oggi il gruppo manovratori e collaboratori che compone la compagnia si avvale quasi esclusivamente di comparenti della famiglia di Turi.

I cugini, i nipoti infatti, hanno impresso alla compagnia, soprattutto da quando è stata formata l'Associazione dell'Opera dei Pupi, intitolata a Turi Grasso, l'aspetto di una grande famiglia, che al fianco del vecchio maestro,  nella continuazione della tradizione, tenta nuovi slanci di passione, uniti alla scoperta di continui ed inarrestabili innovazioni.

 

La Compagnia di Turi risulta così composta:

 

Fichera Venera 

moglie                     costumista dei pupi, responsabile di sala;

Tano Grasso

figlio                        autore, manovratore, pubbliche relazioni;

Pippo Grasso    

figlio                        manovratore, voce, direttore di scena,

                                costruttore e restauratore pupi;

Amanda Grasso

nipote                      interprete e hostess di sala;

Alessia Grasso

nipote                      manovratore, voce femminile;

Angelo Bella          manovratore;

Mario Belfiore 

nipote                      manovratore e attrezzista di scena;

Salvatore Pappalardo

nipote                      responsabile fonico e luci;

Sebastiano Cavallaro

nipote                      capo attrezzista di scena, aiuto manovratore;

Salvatore Garozzo aiuto manovratore;

Maurizio Trovato  aiuto voce recitante;

 

Simone Grasso, anche lui pronto a seguire le orme del nonno Turi,

       ed intanto, lo sfida a singolar tenzone.

 

 

 

 

 

 

 

 Giorno 11 agosto 2005, il settecentesco Teatro Comunale di Spello (Perugia) ha ospitato l'Opera dei pupi siciliani con la Compagnia del Maestro Puparo Turi Grasso di Acireale, con uno spettacolo tratto dalla tradizione popolare siciliana.

 

Grandi consensi ha riscosso questa antichissima tradizione, che tramanda, ormai da secoli, la cultura popolare mediterranea e sicula in particolare.

 

Il maestro puparo Turi Grasso ha entusiasmato il numeroso  e attento pubblico presente con la sua recitazione insieme alla maestria dei suoi collaboratori tutti.

 

Queste immagini ci riportano all'interno dello splendido teatro,  durante una intervista, che Rai Regione ha realizzato con Turi ed i suoi figli Tano e Pippo.

 

La manifestazione curata dal direttore artistico Antonio Damasco era inserita nel Festival delle Province 2005, che quest'anno ha portato l'Opera dei Pupi di Turi, in giro per l'Italia.

 

     

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